Chi usa la droga rimpingua le tasche della mafia!
A pronunciare queste parole è stato l’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice sul carro della “Santuzza” che ha percorso ieri il Cassaro per il 399° Festino in onore della patrona della città.
“Siamo qui per festeggiare Santa Rosalia, ma anche per ricordare le nostre giovani vittime della droga. Chi la usa rimpingua le tasche della mafia“.
Nel suo anatema contro la droga l’arcivescovo di Palermo ricorda Giulio Zavatteri, morto a 19 anni lo scorso 15 settembre per crack.
“Il crack ha dietro l’industria della mafia che vuole illudere i nostri figli e li vuole ammazzare, Giulio aveva cominciato a drogarsi a 12 anni, è morto a 19! Cinque euro a dose, questo vuole la mafia. I nostri figli vengono illusi, non è felicità quella. Non è gioia”.
“Dobbiamo aprire gli occhi, non dobbiamo avere paura” continua l’Arcivescovo, “Noi adulti dobbiamo chiedere perdono perché siamo distratti, perché abbiamo dimenticato le cose essenziali. Abbiamo dimenticato che Dio ci illumina. Rosalia questo vuole da noi“.
Poi il ricordo di Biagio Conte e don Pino Puglisi, ucciso 30 anni fa da mano mafiosa e le parole di don Pino Vitrano, sacerdote ora alla guida della Missione Speranza e Carità. “Fratel Biagio credeva nella figura di Santa Rosalia come segnale e speranza di vita. Quella vita che non dovremmo trascurare, invece spesso ce ne dimentichiamo”.
Ascolta Monsignor Lorefice:

