Le attività del centro di ascolto
Il centro di ascolto sito in Piazza Ingastone a Palermo ha ricevuto in questi ultimi anni il maggior numero di richieste di aiuto provenienti sia da famiglie in difficoltà che da soggetti che, direttamente o meno, convivono quotidianamente con problematiche legate alle tossicodipendenze.
È ubicato nel cuore della città, tra i quartieri dei “Danissinni” e la “Zisa”, in una zona che in fondo è una “falsa” periferia che vive nel più totale degrado pur essendo nel cuore della città ad un passo da Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale, e poco distante da Palazzo delle Aquile, “casa” del Comune. Popolato da più di 130.000 abitanti, è “storicamente” considerato uno dei rioni Palermitani pervaso da decenni da una fitta rete di “spaccio” che nel corso degli ultimi anni ha fatto circolare lungo le strade del capoluogo fiumi di droghe, in particolare cocaina e crack.
L’utenza della zona fa riferimento alla struttura Ser.T. Palermo-2 e, come afferma il responsabile Dott. Giampaolo Spinnato “si constata un notevole incremento (circa il 35% rispetto all’anno 2020) dei pazienti che si sono rivolti alla struttura sanitaria”; prevede altresì che il fenomeno sia ancora in continua crescita attribuendo il forte aumento delle utenze anche alle conseguenze del periodo pandemico intercorso.
Gli utenti sono soprattutto individui ormai dipendenti e succubi della devastante droga comunemente chiamata Crack ormai “predominante” soprattutto tra i giovani (essendo forma solida della cocaina a base libera, il nome deriva proprio dal rumore che questa sostanza produce quando viene riscaldata e fumata).
Collaborando con Padre Rodrigo Serrano (da parecchi mesi trasferitosi a Roma) ed adesso con Padre Luis Antonio e Padre Ulises, sono stati effettuati parecchi colloqui organizzati soprattutto in spazi aperti vicini al centro di ascolto della Parrocchia; in particolare, essendo in post pandemia, accogliendo gli utenti nel giardino davanti il castello della Zisa ed in un locale nelle vicinanze atto a consentire il mantenimento delle distanze di sicurezza e concesso dalle Suore dell’Istituto Sant’Anna (Suor Silvia).