Ho tanta voglia di Vivere e di Condividere…
Mi chiamo Luisa, ho 40 anni, ho un figlio già adolescente a cui dedico tutta me stessa ogni giorno e… Ho saputo di essere sieropositiva durante un ricovero, avvenuto semplicemente perché da molti giorni avevo la febbre alta e il medico di famiglia non riusciva a darsene una spiegazione.
Mentre ero ricoverata, una mattina mi venne a chiamare il medico dell’ospedale, mi portò nel suo studio e mi disse con molta freddezza e professionalità: “dalle analisi effettuate è stato rilevato che hai contratto il Virus dell’HIV. Mi dispiace ma la tua aspettativa di vita sarà al massimo di due anni.“
Aggiunse, tralasciando, dimenticando la professionalità, direi con molto cinismo e con l’aria di chi vive nel “giusto”: “Ma dopotutto te lo sei voluta tu.“
Mi ricordo che non piansi, ma gli dissi a quel medico, anzi gli gridai…
“Basta me ne vado, non la voglio più ascoltare!”.
Avevo 21 anni e nessun’ informazione, nessuna conoscenza di questo Virus HIV.
Mi sono sentita figlia di una malattia per me lontanissima, misteriosa, assurda… considerata allora e per molti anche oggi la punizione dei “diversi”, dei tossicodipendenti, degli omosessuali.
Improvvisamente mi sono sentita in colpa per tutto, per me, per la mia famiglia e per tutte le persone che mi erano vicine; volevo solo dormire con la speranza di svegliarmi e di scoprire che era tutto un brutto incubo.
Ho avuto bisogno di tempo, non anni e nemmeno mesi, solo poco tempo, pochi giorni, forse in fondo è bastato soltanto un attimo, un momento della mia Vita… Per far “mente locale”, per comprendere, per capire, per “accettare” quella sentenza di morte.
Decisi di dirlo ai miei genitori, consapevole e cosciente del dolore forte che gli davo… Ed è stato forse il più bel momento che ho potuto Vivere in tutta questa brutta storia.
Molto serenamente mi hanno detto: “Non ti preoccupare, tu non sei malata, vedrai che arriveranno delle medicine che ti aiuteranno a vivere a lungo. Cura la tua tossicodipendenza che è molto più devastante per Te in questo momento”. Mi hanno stretto forte a loro e io da quel momento non mi sono sentita più sola…. Riscoprii dei genitori fantastici, molto più “avanti” di me, più forti, più vicini… Ritrovai il senso della Famiglia, compresi mio Padre e la sua autorità, apprezzai mia Madre ed il suo affetto.
Improvvisamente in una domenica pomeriggio li ho persi in un incidente stradale. Dico che sono morti tutti e due abbracciati perché li penso sempre così, che sono andati via insieme… Si volevano tanto bene. Ma mio Papà è morto dopo poche ore e mia Mamma è rimasta in coma quattro mesi… poi l’ha raggiunto. Io ogni giorno andavo in rianimazione da Lei e fisicamente non riuscivo a riconoscerla, avevo tanta paura, gli accarezzavo sempre le mani, ma lei non aveva reazioni. Gli chiedevo ogni giorno scusa per averla fatta soffrire tanto per la mia dipendenza e il tempo passava veloce vicino a Lei e quando gli infermieri mi dicevano che dovevo andare… Ogni giorno… Mi sentivo morire.
Non ho mai accettato tutto questo, ho cercato… Non li ho voluti più pensare e nemmeno più parlare di loro per molti anni, ma la loro forza e il loro incoraggiamento sono tutt’ora dentro di me. Certe volte quando sono sola la paura mi assale e allora alzo la testa e allontano brutti pensieri. Perché voglio andare avanti, perché voglio Vivere.
Ho iniziato (come cavia) le terapie senza sapere nulla dei loro effetti collaterali solo perché avevo paura di morire. Ora sono passati tanti anni, più di venti, e sono qui a raccontare, a vivere ad amare e ad aiutare. E a fare la mamma con la M maiuscola!
Oggettivamente nulla è cambiato nella mia persona, in un certo modo è una condizione di vita che ti fa crescere e ti insegna ad accettare tutto quello che prima sottovalutavi.
Ho un virus con cui devo convivere, tutto qua… E le pastiglie da prendere ogni sera…
Qualche volta non le voglio prendere, mi provocano sonnolenza, stanchezza, insomma mi fanno star male, ma ho degli amici che mi dicono “dai prendi le pastiglie, non dimenticarti anzi, prendile già!”. L’HIV non è ancora debellato, è un virus molto democratico non guarda se sei tossico, etero, gay, uomo, donna o bambino. Se c’è l’occasione si “attacca” e…
Non te lo togli più di dosso!
Bisogna avere una mente aperta e un’attenzione sempre altissima alla prevenzione e alla ricerca, cosi che anche il virus avrà una vita più difficile e le nostre condizioni di sieropositivi, peraltro già buone e a livelli impensabili fino a qualche anno fa, miglioreranno facendo sì che i cosiddetti “malati” conducano un’esistenza sempre meno a rischio.
Bisogna avere una mente aperta e… Saper Amare La Vita.
Luisa