Si rompe un silenzio, si denuncia, si grida al mondo? …
Biagio grida! Cosa?
Questo:
Non ho chiesto datemi ma di utilizzare ciò che era perduto, non ho mai preteso le proprietà ma è giusto metterle al servizio dei poveri, anche loro hanno diritto di ricominciare, di riscatto e di sperare in una nuova vita.
Ho creduto e continuerò a credere alla missione che il Buon Dio mi ha affidato, sento di non aver commesso un errore ma avere in questi anni operato e contribuito per il bene comune di questa società. Ho sempre creduto ad una rinascita nel rispetto della Santa Chiesa, delle Istituzioni e di tutti i cittadini.
E’ chiaro che non tutti hanno capito la missione, ma sento nel cuore che le opere fatte in questi anni parlano da se; vado comprendendo che questa ulteriore prova e umiliazione che il Buon Dio ha riservato è l’inizio di un cammino ancora più forte, sicuramente per una più forte evangelizzazione che contribuisca ai tanti e tantissimi bisognosi di questa umanità che si è fortemente allontanata ai veri valori, dal giusto vivere, dalla morale, dall’etica e dal nostro prossimo, cioè il nostro simile.
E’ doveroso ritornare a Dio e non commettere più ingiustizie, atti di violenza, sopraffazioni ed efferati delitti. Sento di essere vicino a tutti quelli che hanno subito ingiustizie e vicino a chi le ha commesse, perché possano pentirsi e convertirsi al bene e non rimanere più nelle tenebre cioè nel male.
Vicinissimo ai genitori del figlio ucciso, Aldo Naro, ai genitori della piccola Ilaria morta nell’indifferenza di tutti nel molo di Messina, al ragazzo immigrato che gli hanno terribilmente sparato.
Vicino all’associazione di Aurora Mangano.
Spero al più presto si fermi questa immane violenza dal quartiere Ballarò, Brancaccio, al Capo, dalla Guadagna allo Zen, in tutta la Sicilia, l’Italia e il mondo intero. Affinché il male non schiacci e opprima questa terra di Sicilia e questa preziosa società: mi rimetto in cammino, mi bloccano le gambe, mi legano le mani nell’aiutare i poveri, gli emarginati.
Mi riprendo la Santa Croce della Pace e della Speranza. Mi farò al tratto già fatto da Palermo a piedi fino a S. Stefano di Camastra recandomi a Sant’Agata di Militello, percorrendo i paesi che non ho fatto a piedi fino a Messina e che stanno solidarizzando con la Missione di Speranza e Carità. Da Messina passerò lo stretto per recarmi nelle regioni d’Italia con una tappa preziosa a “Roma”.
Vado ma lascio il mio cuore pieno di speranza, vi raccomando ognuno deve fare la sua parte.
Fratel Biagio

