I nostri giovani e il loro futuro.
Osservo la realtà del territorio. Ad un primo sguardo sembra di poter constatare uno spazio vuoto, lasciato da un’apparente assenza dei giovani.
I giovani, invece, ci sono. Se sono fuori dai nostri radar, è perché e non sappiamo accorgerci della loro presenza. E’vero, diversi, troppi si sono fatti la valigia e se ne sono andati, con poca voglia di guardare indietro perché tengono al loro futuro, hanno progetti e li vogliono perseguire. Ma supporre che quelli che ci sono non abbiano sogni di futuro rasenta la presunzione.
Osservo coloro che si auto propongono come leader e modelli e abitano nelle salette – e non solo – ma sono cattivi maestri, della peggior specie, distruttori di vite e di sogni.
So per certo che Brolo ha molto “bene” e molto “bello” da offrire, so che molti si preoccupano e non tutti sono indifferenti e omologati a un pensiero unico o all’assenza di pensiero. Giovani, genitori, insegnanti – e non solo – mi portano quotidianamente le loro ansie, i loro desideri di trovare vie per “incontrare” la nostra gioventù.
So che abbiamo una grande battaglia sociale davanti da combattere, fino all’ultima goccia di sudore, per salvare questa generazione – sempre più esposta, sempre più fragile e delusa dal mondo degli adulti e dalle istituzioni – dal cancro della non-speranza, dall’apatia, quella che apre la strada della droga e del gioco d’azzardo come attrazione e come alternativa al nulla.
Abbiamo una grande battaglia da combattere con noi stessi, per trovare dentro di noi le risorse per credere nei giovani e lasciare che siano loro a scrivere il loro presente e futuro, con le risorse trasmesse loro e che sono un loro diritto, un nostro dovere e mai – lo sottolineo con forza – un favore concesso e da ricambiare.
E la combatteremo questa battaglia, perché sono i nostri figli, fratelli, amici, conoscenti. Lo faremo senza vanagloria e senza ostentazione, senza paura, con umiltà e determinazione, nelle trame della quotidianità, con le armi della cultura e della fede e con tutti quelli che credono che su questa battaglia si gioca anche il futuro del nostro paese.
Lo faremo disposti a incassare le inevitabili sconfitte momentanee e pronti ad affrontare gli ostacoli che si presenteranno, ma sempre orientati da un traguardo comune e condiviso: un mondo migliore.
Padre Enzo Caruso
📌 Fonte: scomunicando.it